Una luce nel buio: Giovanni Frajese

Giovanni Vanni Frajese è un medico, neuro-endocrinologo, professore universitario di Endocrinologia e Scienze Tecniche Mediche Applicate presso l’Università di Roma Foro Italico, un ricercatore e autore di numerosi articoli su riviste scientifiche, nazionali e internazionali, ma è soprattutto un uomo che ha deciso di iniziare la sua battaglia per la verità fin dal 2021, opponendosi allo scempio della vaccinazione ai bambini. Chi, in quegli anni scriveva sul canale Telegram di EducaLiberaVda attingeva da uomini simili a lui il coraggio e la determinazione per il proprio agire e le proprie scelte. Lo si poteva ascoltare sui canali quali, per citarne alcuni, “Cento giorni da Leoni“ o Radio Radio, spazi liberi in cui la ricerca della verità prevaleva sulla paura indotta, sulla manipolazioni di dati, sulla propaganda.

È stata una delle luci che ha illuminato gli anni bui appena trascorsi, una luce che ha infuso energia e coraggio a chi, come noi di EducaLiberaVda, ha cercato di mantenere la “barra dritta”, espressione usata dallo stesso professor Frajese in occasione della presentazione dei suoi libri – Manuale Terrestre e “Contrastare le minacce alla salute e all’anima” che si è tenuta presso il salone dell’Hostellerie du Cheval Blanc ad Aosta, sabato 2 marzo 2024.

«Contrastare le minacce alla salute e all’anima» – GDL edizioni, febbraio 2024
Un prescelto
Giovanni Frajese non è solo un volto noto della televisione. Per coloro che, già nel luglio del 2021, erano in prima linea e tentavano di organizzare una resistenza che contrastasse i piani criminali del Governo che avrebbero, di lì a poco, sovvertito lo stato delle cose, negato le libertà sancite dalla nostra Costituzione, ricattato i lavoratori, negata la libertà di scelta terapeutica, di espressione in una forma di discriminazione e violenza esercitata senza logica, Giovanni Frajese ha avuto la possibilità di parlare durante la cosiddetta pandemia, come lui stesso afferma quasi con stupore, un uomo che ha avuto la fortuna di capire, senza vantarsi, ma piuttosto considerandosi un “prescelto” avendo saputo tenere lontana la paura che immobilizza la mente, preferendo la logica del cuore, quel cuore che “non urla, non strilla, ma bisbiglia e dice sempre qualcosa di nobile”.
Egli ha avuto la possibilità di parlare in Senato il 16 giugno 2021 e il suo intervento è arrivato a noi grazie a quei canali detti della controinformazione che oggi, nel 2024, sono considerati il pericolo maggiore dei nostri tempi, così come è stato affermato in occasione del Word Economic Forum tenutosi nel gennaio scorso a Davos: “Il primo problema che affligge il nostro tempo – ricordiamoci che siamo sull’orlo terza guerra mondiale – è la mala informazione e la disinformazione, secondo chi ha in mano, di fatto, il destino dei popoli”
Un mondo al contrario
Giovanni Frajese ha deciso di “spendersi” e di uscire dalla sua “grotta”, quando è iniziata la campagna vaccinale per i bambini e i ragazzi, mosso da quella stessa forza che ci ha visti lottare, per i diritti dei ragazzi che sono stati sacrificati per proteggere i loro nonni, nell’impazzimento generale di un mondo al contrario dove bambini e ragazzi si sono visti scaricare addosso le paure dei propri genitori, impossibilitati di abbracciare un amico, tenuti a distanza fuori e dentro le mura di casa e di scuola, mascherati respirando anidride carbonica in quantità che andava fino a cinque volte oltre il livello di sicurezza.

Alla ricerca del dialogo e del confronto
Quello che in questi anni ci ha sempre colpito di Giovanni Frajese è il suo modo di relazionarsi con i suoi interlocutori e la sua presenza ad Aosta non ha fatto altro che confermare quello che in questi anni abbiamo sempre notato: un uomo mite, rispettoso, competente, aperto al dialogo, alla continua ricerca di un confronto costruttivo fatto di amore e gentilezza, ma anche di determinazione correlata sempre dai dati e dalla logica delle cose e degli eventi.
L’importanza della ribellione intelligente
L’uomo della ribellione intelligente ci invita ad essere “sensatamente matti” e a credere che ognuno di noi è in grado di cambiare il corso delle cose, ad essere, citando Gandhi, il “cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Perché, in fondo, matto – sostiene Giovanni Frajese – in un mondo che tende all’omologazione e al pensiero unico, in cui la normalità è sotto zero – significa anticonformista.
“Bisogna essere matti per avere il coraggio di esprimere sé stessi convinti che la bellezza porterà il raggio di luce che squarcerà la follia che stiamo vivendo”
Il senso della vita
E, ancora, Frajese è l’uomo che condanna la cultura del “profitto e dell’approfitto“, che ci invita a tornare a riflettere sulla domanda che oggi, sempre di più, sembra priva di significato: qual è il valore della nostra vita?
Appunto: la nostra vita ha un senso oppure no? “Siamo figli del caos, del nulla, oppure ha un senso l’ordine che viviamo intorno a noi? “
Siamo figli di un tempo nel quale la scienza dice che il Tutto si è generato dal Nulla e se siamo il frutto del nulla, la nostra vita è nulla, come le nostre emozioni, quindi, l’unico senso reale si riduce a quello che possiamo toccare, quindi avere, comprare.
Perché noi portiamo il fuoco
Cosa sopravvive del nostro stesso essere uomini quando il mondo crolla? Cosa ci rende davvero umani? Il professor Frajese incarna in un certo senso il protagonista de «La strada» di Cormac McCarthy:
Un mondo deserto. Un uomo e un bambino senza nome. Sparute bande di disperati che si nutrono di carne umana. Polvere. Una strada infinita, che non porta da nessuna parte ma che bisogna percorrere.
Ce la caveremo, vero, papà?
«La strada» di Cormac McCarthy
Sì. Ce la caveremo.
E non ci succederà niente di male.
Esatto.
Perché noi portiamo il fuoco.
Sì. Perché noi portiamo il fuoco.
Ecco, Giovanni Frajese porta il fuoco, così come abbiamo fatto noi e cerchiamo di fare ogni giorno. Portare il fuoco significa ricondurre i nostri giovani verso una dimensione più reale, non confonderli, non spaventarli, non mentire loro e aiutarli a fare luce sulla bellezza, sulla libertà, sulla giustizia.
La follia sdoganata come normalità
All’inizio della sua presentazione il dottor Fajese ha parlato, nel descrivere il nostro tempo, di un mondo molto complicato perché il livello di follia nel quale siamo stati trascinati non è finito: ci sono all’orizzonte una pletora di problemi di dimensioni incalcolabili che verranno giocati in un tempo breve e non siamo arrivati ancora al punto più buio della storia. Ci invita a tenere l’attenzione alta, perché in fondo quello che è accaduto negli ultimi anni altro non è che una prova generale di sottomissione di un popolo alla paura, un tentativo quasi riuscito di renderci tutti dei Théoden ingannati dal consigliere Vermilinguo di turno assoldato dal Saruman di turno. I dettami dell’Agenda 2030 che nel 2018 forse ci facevano sorridere sono dietro l’angolo.
La teoria gender, uno dei cavalli di battaglia dell’Agenda, sta entrando prepotentemente anche nella Scuola e noi abbiamo il dovere di contrastarla perché è mera follia sdoganata come normalità, che tende a voler annullare maschio e femmina e a renderci tutti uguali, nella nostra tristezza. La sessualizzazione dei bambini è un atto grave che crea confusione e danni irreversibili.
Questa è una delle nuove battaglie che dobbiamo apprestarci ad affrontare, se vogliamo salvare una generazione oramai già sufficientemente compromessa che vede al suo orizzonte una perdita di umanità inaudita.
Un ringraziamento particolare va agli organizzatori dell’evento, Valle d’Aosta Futura, e in modo particolare a Manuela Careri.