Re fannulloni e maestri di palazzo

Re fannulloni e maestri di palazzo

Il Decreto n. 24, del 24 marzo 2022, ha provocato in Antonello Giannelli, presidente dell’ANP, una certa insofferenza. Il presidente appare infastidito perché i docenti non vaccinati, definiti tra le righe irresponsabili, saranno riammessi a scuola a partire dal primo aprile.

Secondo il presidente coloro che hanno rinunciato al proprio stipendio, in difesa di un diritto sacrosanto, sancito dalla legge dei giusti, quegli insegnanti che hanno accettato che venisse interrotta loro la carriera, che si sono visti messi al margine della società nei confronti della quale hanno un ruolo di primaria importanza perché educatori, quei cittadini che non si sono piegati ai decreti infondati, privi di logica, contraddittori e completamente avulsi dalla realtà dei fatti e dei dati, oltre ad essere irresponsabili sono anche dei fannulloni e se non bastasse ancora sono considerati velatamente ladri perché sottraggono soldi ai fondi di istituto di per sé già abbondantemente scarsi.

Per Giannelli dunque il coraggio coincide con la mancanza di responsabilità.

No, mi rifiuto di pensare che il Preside dei Presidi possa credere a qualcosa del genere. Forse lui vorrebbe essere coraggioso, ma non riuscendoci, è geloso del coraggio altrui al punto che è portato a esprimere pensieri indegni per un educatore, anzi per quella che dovrebbe essere la figura guida degli educatori.

La gelosia è un’emozione connotata dall’egoismo che protegge o vuole per sé quello che viene percepito come un “bene” desiderabile.

Ci si augura, ad ogni modo, che non sia invece invidioso poiché questo lo metterebbe immediatamente fuori dalla comunità educante se, non essendo coraggioso e non volendolo essere, fosse infastidito dal coraggio altrui che rende dignitosa l’esistenza.

L’invidia, a differenza della gelosia, è un’emozione connotata dalla cattiveria e dal male, perché non vuole per l’altro quello che viene percepito come un “bene”.

In questo teatro dell’assurdo i derubati sono scambiati per ladri senza che nessuno batta ciglio. Anzi.

Dunque chi è stato derubato del proprio stipendio per mesi, senza vedersi riconosciuto neanche un assegno alimentare che di norma viene concesso per la sopravvivenza a coloro che incappano in sanzioni disciplinari gravi, si trova appiccicata addosso un’altra etichetta, quella di “ladro” , senza aver commesso reato alcuno. Ormai gli insegnanti dissidenti sono paragonabili a quelle valigie di pelle sgualcita dall’usura zeppe di adesivi che sono lì a dimostrare lo spirito “girovago” dei loro possessori.Ma non finisce qui l’abominio. Sì, perché al peggio non vi è mai fine. I ladri irresponsabili sono anche “fannulloni”, come i re merovingi, per intenderci, i famosi «rois fainéants».

Di fatto licenziati, quindi disoccupati, riammessi al lavoro per essere additati di default, come fannulloni ancor prima di rientrare.

Non staranno di certo a girarsi i pollici“, si mormora a Palazzo Regionale. E dire che i gli insegnanti avrebbero lavorato sin dal primo giorno e anche volentieri, così come erano pronti a lavorare fin dal rientro con tamponi, cosa di per sé avvilente e aberrante, il 1° aprile oppure il 1° maggio quando, finalmente, la farsa del Green Pass finirà in soffitta.

Rimane che nessuno si sia posto il problema rispetto al fatto che queste aperture farlocche, questi rientri a scuola, minano ancora una volta la dignità di insegnanti che nella scuola vogliono fare il loro lavoro, cioè insegnare. Meglio lasciarli ancora ai margini questi coraggiosi uomini perché potrebbero, anche nel giro di due mesi, accendere le menti degli studenti. Meglio non rischiare.

E chi se ne importa se “Il 97 per cento dei morti per Covid è composto da persone vaccinate come afferma Andrea Crisanti.

Aspettiamo la prossima mossa dei Maestri da strapazzo.

“Cultura significa anzitutto creare una coscienza civile, fare in modo che chi studia sia consapevole della dignità. L’uomo di cultura deve reagire a tutto ciò che è offesa alla sua dignità, alla sua coscienza. Altrimenti la cultura non serve a nulla”.

Sandro Pertini

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