Quante deviazioni hai?

Nel 1983 Vasco Rossi usciva con l’album Bollicine. La quinta traccia dell’ LP era “Deviazioni”. Trentanove anni dopo, Enrico Letta, che all’epoca aveva 17 anni, risponde alla domanda di Vasco: “Quante deviazioni hai?”
Credo di poter affermare con certezza che Enrico Letta avrà sentito il pezzo svariate volte e lo avrà sicuramente colpito, ma non affondato.
Mi si perdoni se considero sinonimi deviazioni e devianze, del resto la lingua evolve e in questi anni evolve sempre più velocemente. Siamo passati da “spazzino” a “operatore ecologico”, da “inabile” a “diversamente abile”, da “resistente” a “resiliente”, da “integrato” a “incluso”, quindi ci sta se le deviazioni di Vasco corrispondono alle devianze di Enrico.
Cogito ergo digito
Molti dei nostri politici si definiscono persone serie e ponderate e più sono a sinistra più la serietà aumenta, quindi Enrico Letta, nel suo essere sia serio, sia ponderato, ha impiegato 40 anni a rispondere, tra l’altro con un tweet, alla rock star italiana: ” Viva le devianze” e quell’articolo determinativo le ingloba proprio tutte, nessuna esclusa.
L’obbligo scolastico esteso dai 3 ai 18 anni è una devianza?
ll segretario del Pd, durante il Meeting di Rimini, ha avanzato la proposta di modificare l’obbligo scolastico e di farlo partire dai tre anni di età per concluderlo ai diciotto. Credo che questa sua idea sia perfettamente in linea con i suoi tweet e faccia parte insomma del meraviglioso mondo delle devianze.
Ma se pensate che questa sia una sua idea, vi illudete di grosso, perché non è così. E il fatto stesso che non sia una sua idea rende la proposta una devianza, grave per giunta.

Nel febbraio scorso EducaLiberaVda aveva proposto ai suoi iscritti una intervista a Elisabetta Frezza, giurista e grande esperta di scuola, condotta da Franco Fracassi nella quali la Frezza delineava un quadro della situazione scolastica italiana davvero drammatico.
Riporto di seguito qualche passaggio dell’intervista e tra le righe troverete anche le motivazioni che forse hanno spinto Enrico Letta a spingersi così tanto.
(…)
Ma si può dire che uno studente che va a scuola è come un campo agricolo che va arato?
“Seguendo la tua metafora adesso l’impegno delle istituzioni è quello di diserbare il campo perché non ci cresca più il pensiero. Questi ragazzi vanno infarciti di una serie di contenuti ideologici e, oltre alla Buona Scuola che è l’epilogo di un processo di recepimento dei diktat internazionali, sovranazionali ed europei per quanto riguarda le politiche scolastiche perché la Buona Scuola è anche tecnicamente architettata in modo da recepire in via continuativa e automatica tutto quanto viene sfornato in sede europea” (…)
(…) La nuova educazione civica, sinonimo di Agenda 2030, è il grande carro dentro il quale sono trasportate tutte le ideologie in voga per addomesticare fin dalla culla il cosiddetto cittadino globale, termine coniato a fini di ipnosi collettiva.
Il cittadino globale è semplicemente un non cittadino, è un apolide senza patria e senza identità proprio come lo vogliono le élite.
Che cos’è l’associazione 3L?

“L’associazione è una delle principali protagoniste del mondo della scuola, fondata nel 2000 da Umberto Agnelli e da un think tank che raggruppa una serie di personaggi, di banche, di multinazionali, di organismi finanziari: può essere definita il “Deep State” nel campo della scuola. In realtà la TreELLLe ha sempre dettato ai Governi di tutti i colori, che si sono succeduti in questi ultimi decenni, le linee della politica scolastica. La 3L suggerisce le linee delle politiche scolastiche che poi fatalmente si avverano. Ho trovato particolarmente inquietante l cosiddetto quaderno 2019 per quanto riguarda l’orientamento dei ragazzi nel passaggio dalle medie alle superiori che è scritto essere in predicato di diventare vincolante: è la scuola, con i suoi esperti, che decide che cosa un ragazzino di 13 anni dovrà diventare in futuro, quale scuola dovrà intraprendere. Questo lasciando completamente da parte le famiglie che vengono esautorate da questa scelta.
Nel documento di TreELLLe si legge che per i bambini più piccoli sarebbe opportuno anticipare l’obbligo scolastico ai 3 anni e prevedendo un “tempo lungo” per tutti quindi esattamente come nei regimi totalitari i bambini devono passare più tempo possibile a scuola. Vi è scritto che ”quando si inizia la scolarità a 6 anni le differenze indotte dall’ambiente familiare e sociale di origine si sono ormai saldamente radicate. Anche a 3 anni quando inizia la scuola dell’infanzia è probabilmente tardi. Il linguaggio per esempio si struttura a partire dai due anni e quindi bisognerebbe prendersi cura dei bambini ancora prima, se possibile non più tardi dei 2 anni e immergerli per buona parte della giornata in un ambiente formativo che tenda a contrastare gli eventuali condizionamenti famigliari”.

TreELLLe è sostenuta da Intesa San Paolo, Cariplo, Unicredit, Caribo, MPS, Carige. Quindi sono le banche a finanziare l’associazione che è una lobby così potente da influire su quello che decidono i ministeri sulle riforme scolastiche e i programmi scolastici. In pratica le banche decidono del futuro dei figli che diventeranno adulti. Pensata così mi sembra il modello perfetto di una futura società totalmente neoliberista, totalmente asservita alla finanza in cui si formano delle persone che vedono il mondo così come i teorici del neoliberismo vogliono farcelo apparire...
“Hanno bisogno di schiavi, di persone completamente prone ad obbedire. La scuola italiana da un po’ di tempo a questa parte mira a ottenere l’individuo obbediente.
La scuola invece di trasmettere conoscenze e richiederle, oggi, sempre più ,esamina comportamenti, scruta atteggiamenti, impone modi di pensare e stili di vita conformi e prepara dei buoni cittadini secondo l’Agenda 2030: quel pacchetto di dogmi dettato dagli organismi sovranazionali e che sono entrati prepotentemente nella scuola. Lo fa anche attraverso la riforma dell’educazione civica obbligatoria, che è un nome che suona tanto bene e che tutti ricordiamo come inattaccabile. Purtroppo si usa lo stesso nome, ma in realtà se ne cambia completamente il contenuto. Questa educazione civica è un asso pigliatutto che interessa trasversalmente tutte le materie di studio, quindi oltre a quella rapina di ore fondamentali, c’è anche questa distorsione di ciascuna singola materia che viene colorata dalla nuova educazione civica, che rappresenta tutti i dogmi dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile e quindi tutta l’ideologia oggi in voga, questo mono pensiero che tutti devono avere“.
Il pensiero divergente diventa allora un problema. L’educazione civica che è stata introdotta comprende anche l’educazione alla legalità. Certamente è giusto educare alla legalità ma cosa implica?
L’educazione civica e tutti i progetti che entrano nelle scuole fanno sì che anche i criteri di valutazione non siano più organici alla materia di insegnamento. L’insegnante ha in mano degli strumenti particolarmente appuntiti del tutto fuori controllo, del tutto arbitrari per poter valutare un soggetto in base a quello che pensa o come si comporta. Uno studente brillante che però non segue il pensiero unico può essere regolarmente sanzionato per questo.
La Scuola punta a educare all’ossequio verso l’autorità costituita, cioè al rispetto della regola formale che è prodotta secondo i riti del sistema democratico ma escludendo completamente un sindacato di giustizia: ci si abitua a obbedire alla regola imposta. Noi sappiamo però che c’è una legalità formale come c’è una giustizia sostanziale, le due cose non sempre coincidono.
La storia dell’uomo è costellata dal fenomeno delle leggi ingiuste.
Quando Creonte impedisce di seppellire Polinice, Antigone si ribella a questa legge ingiusta.
Quella giustizia di Antigone noi la sentiamo ancora, sentiamo che c’è un nucleo di giustizia profonda in quello che lei ha fatto, non per niente è diventata il simbolo di chi ha combattuto contro le leggi ingiuste.
Le leggi ingiuste sono NON LEGGI e vanno tenacemente combattute.
Una devianza ispirata che toglie il respiro
Dunque, Enrico Letta non è stato fulminato sulla via di Damasco: la sua proposta trae ispirazione o interesse da quello che Elisabetta Frezza definisce il Deep State della Scuola. La sua proposta dunque potrà annoverarsi tra le devianze che egli stesso dice di amare, tutte. Il caso ha voluto, che inciampassi in una immagine il cui sfondo non fa una piega e che conclude questo deviante articolo.
Divergente, forse è meglio.

2 pensieri riguardo “Quante deviazioni hai?”
Your point of view caught my eye and was very interesting. Thanks. I have a question for you.
Can you be more specific about the content of your article? After reading it, I still have some doubts. Hope you can help me.