MOBBING DI STATO
Licia Coppo fa scorrere il suo pensiero come un fiume in piena, ad una settimana dal rientro dei docenti r-esistenti nella scuola. Un atto di solidarietà il suo, lei che nella scuola ci vive e ci lavora. Queste le sue parole.

Pubblico ludibrio
Tutta la mia solidarietà a quei docenti – pochissimi in ogni scuola, il che li espone ancora di più al pubblico ludibrio scolastico – che oggi iniziano un’altra settimana relegati in scantinati, o in magazzini, demansionati e umiliati in questo folle rientro a scuola di aprile.
Per quelli che ancora non lo sanno, gli insegnanti sospesi a dicembre sono tornati a scuola queste mese. Eh, già. E per entrare a scuola e lavorare devono fare un tampone ogni due giorni, quindi tornare a spendere 45 euro a settimana, esattamente come facevano a ottobre e novembre quando lavoravano in classe e c’erano molti più contagi e avevamo le terapie intensive messe male, ma ora, udite udite, tornano a scuola SENZA POTER ENTRARE IN CLASSE con i ragazzi. Logico, no?
Stavamo meglio quando si stava peggio
In autunno che stavamo peggio andava bene, ora non va bene. E quindi sono stati demansionati (con tutta l’umiliazione che ne consegue) messi a fare lavori che non esistono (un insegnante che non fa lezione in classe che lavoro fa, scusate?), non vanno in classe né possono salutare i loro studenti. Distanti! Pericolosi!
E’ una misura di tutela sanitaria, questa? Dopo che per tre mesi abbiamo visto moltissimi docenti al lavoro, quindi ‘in regola’, ammalarsi con la Omicron? Ma per favore, almeno invito tutti a leggere la realtà per come è!
Misure politiche
E’ semplicemente una misura politica, per punire, ancora una volta, questi docenti (come se non fosse bastata la privazione totale dello stipendio e del lavoro). Lo ha detto addirittura lo stesso ministro. Sono stati un cattivo esempio.
La mia domanda è, e la rivolgo agli altri, a quelli che in questi mesi nella scuola hanno continuato a lavorare, ai docenti non sospesi, ai Dirigenti scolastici. Perché accettate tutto questo? Perché lo legittimate? Oggi il mobbing di Stato è toccato a loro, un giorno potrebbe toccare a voi per altri motivi. Pensateci.
Il senso morale che non c’è.
Mi sarei aspettata, questa volta, un’alzata di scudi dal mondo della scuola. E invece, ancora una volta, dal mondo scuola, silenzio. Siamo caduti così in basso da accettare veramente le idiozie! Io non mi capacito.
Massima solidarietà, allora, a quei Dirigenti (pochi, ma so che ci sono) che in questa fase dove si susseguono leggi stupide – che fanno sprecare soldi ai contribuenti e che hanno il solo scopo di umiliare degli esseri umani – si sottraggono alle insensatezze, e fanno stare quei docenti rientrati ‘almeno’ in sala insegnanti con i colleghi, o in segreteria, e non li chiudono nei magazzini e negli scantinati, che li mettono al lavoro come supporto gestionale e organizzativo ai docenti in cattedra (magari giovani e inesperti) per preparare la lezione (giacché si devono pagare due stipendi, almeno diamogli un senso!) o li mettono in supporto alla segreteria, notoriamente oberata di lavori amministrativi.
Massima solidarietà a quei dirigenti e docenti che li hanno accolti con sorrisi e a braccia aperte, che non hanno fermato i bambini che correvano ad abbracciare ‘la loro maestra tornata’, che non hanno impedito ai ragazzi di salutare il Prof rientrato al lavoro, perché c’è una cosa che nella vita si chiama “senso morale”, e a me pare che in questa vicenda ce lo si siamo perso del tutto.