IL CORAGGIO DELLE IDEE

IL CORAGGIO DELLE IDEE

Benjavisa Ruangvaree Art/Shutterstock

Domani, lunedì 23 maggio, le pagine dei giornali e dei social si riempiranno di titoli e articoli dedicati alla memoria di Giovanni Falcone. Scorreranno le immagini in TV sulla strage di Capaci, le riprese fatte poco dopo l’attentato dinamitardo per mano della Mafia che fece saltare in aria tre macchine blindate sulle quali viaggiavano il giudice, sua  moglie e la scorta. Molto probabilmente, come accade da trent’anni a questa parte, verranno riproposte anche le immagini del discorso straziante pronunciato durante i funerali, dalla vedova dell’agente Schifani.

La mafia è la miseria di chi crede che vale solo la legge del “prepotente”.

Prima di ogni altra considerazione, va detto che la Mafia è un modo di pensare e, poi, un’organizzazione.

Il sistema mafioso è fatto di corruzione che non si limita ad essere un mero passaggio di denaro in cambio di atti amministrativi (non dimentichiamo, a tal proposito, le mascherine di Arcuri, “l’uccel di bosco” sponsorizzato da Conte del quale si è persa traccia, e forse, un giorno, scopriremo che lo stesso è accaduto per i vaccini inefficaci, approvati da EMA e AIFA senza sufficiente documentazione come svelato da indagini ufficiali, i cui risultati della sperimentazione la Pfizer voleva coperti dal segreto fino al 2096, i cui effetti in Italia sono coperti da “segreto militare” per questioni di “ordine pubblico”), ma anche il modificare, rovinare, rallentare, piegare al proprio volere una situazione. 

Si può avere una mentalità mafiosa senza essere un criminale

Questo sta avvenendo per le nostre nuove sospensioni e inidoneità grazie alla manina ministeriale che decreta la fantomatica scadenza della copertura a 90 giorni (senza alcun sostegno medico o scientifico, solo burocratico) per chi è guarito dal Covid, ma miracolosamente allungata per quelli con 2 dosi e guariti. 

I nuovi studi sugli indici IG decretano che spesso chi è vaccinato ha una protezione inferiore verso il virus di chi è guarito senza alcuna vaccinazione, ma ormai abbiamo capito in molti che la Scienza è stata sacrificata in nome di una nuova religione. 

Anima illuminata

Giovanni Falcone
Giovanni Falcone

Tornando a Giovanni Falcone diciamo che, oltre che un uomo, marito, padre e magistrato, è stato, soprattutto, un esempio perché nonostante fosse minacciato dai criminali ufficiali di Cosa Nostra e da quelli interni dello Stato, come affermò Paolo Borsellino, non si lasciò intimidire poiché, come disse qualcuno, “la vita si risolve tutta in semplici atti di coraggio”

Vogliamo rendere omaggio a questi uomini prima della caciara celebrativa che riempirà le bocche e le pagine di chi fu ed è spesso dalla parte dei corrotti, per trarne forza ed esempio in questi giorni in cui la corruzione torna a colpirci. 

Facciamo una riflessione e facciamola con i nostri ragazzi sulla qualità del coraggio. 

https://www.ilmioprimoquotidiano.it/che-cose-il-coraggio-spiegato-ai-ragazzi/

Spieghiamo loro che il coraggio è:

La virtù delle virtù, come sosteneva 2500 anni fa, Aristotele nell’Etica Manichea, perché rende possibili tutte le altre. È un’arma da sfoderare che viene dal cuore;

la forza d’animo che sentiamo quando facciamo le cose a cui davvero teniamo. Quella “forza segreta” che ci fa affrontare le paure e i pericoli.

Spieghiamo loro che:

Coraggiosi sono stati Martin Luther King o Rosa Park che hanno combattuto per un ideale.

Coraggioso è chi ha una passione, chi ha avuto il coraggio di essere tenace. 

Coraggioso è chi persegue un sogno, una strada dove il tracciato non è già stato ancora segnato da altri.

Coraggiosi sono stati i medici e gli infermieri che hanno continuato il loro lavoro nonostante la paura di contrarre il Covid.

Io non ho paura

Rosaria Schifani

E poi c’è il coraggio di Rosaria Costa che, il 25 maggio 1992, durante i funerali delle vittime nella Chiesa di San Domenico a Palermo, non ha avuto paura di parlare davanti agli onorevoli, ai mafiosi, ai suoi concittadini.

«Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato…, chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare…»
Estratto del discorso di Rosaria Costa

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