IERI, OGGI E DOMANI

IERI, OGGI E DOMANI

Quasi un anno fa, e più precisamente il 28 ottobre 2021, usciva un “Inserto Salute” nei principali quotidiani italiani nazionali intitolato: “Nella testa di un No vax

Fu un’operazione degna del Ministero della Cultura Popolare di altra epoca. Nel documento i No Vax erano velatamente, ma neanche troppo, descritti come ignoranti saccenti da confinare in qualche isola.

Di acqua ne è passata sotto i ponti da allora e il fiume dei No Vax, nel frattempo si è ingrossato.

Oggi è il 15 agosto, giornata in cui la Chiesa festeggia l’ascensione della Vergine, ma è un Ferragosto particolare per via della campagna elettorale improvvisa e improvvisata in vista delle elezioni politiche settembrine.

Il periodo è prossimo anche alla riapertura delle scuole che quest’anno, come il ferragosto, è particolare perché nella Scuola rientreranno anche gli insegnanti dissidenti puniti e allontanati a gennaio scorso. Riammessi ad aprile, ma trattati come untori infetti e per questo tenuti alla larga dagli studenti.

La perdita della memoria è un disturbo che affligge molte persone. Alcune la perdono per distrazione o per paura, altre per convenienza. E a proposito di queste ultime, stiamo assistendo al tentativo di far dimenticare agli italiani “antiche” dichiarazioni che potrebbero far perdere qualche voto alla luce di come si è dimostrata inutile e pericolosa la vaccinazione.

E per non parlare di governatori che si dichiarano improvvisamente per la libertà vaccinale, quando fino a l’altro ieri giravano armati di siringhe e che affermano che il Covid non è nulla di grave, si cura a casa e, udite, udite, purtroppo non è mortale come l’ebola. E cosa dire di virologi frequentatori assidui di tachipirina e vigile attesa che oggi sostengono di aver curato sempre e solo con l’aspirina i malati di Covid. Mi fermo qui. Credo che sia sufficiente.


Se non c’è alcuna verità, se la ragione non è l’organo della verità, allora c’è solo il potere degli uomini sugli altri. I discorsi divengono allora esclusivamente scontri di forze. Solo dove la verità è la norma, tutti i partecipanti sono uguali.


I sapienti descrivono i no vax

Così per non dimenticare, mi sembra interessante, se non addirittura indispensabile, riproporre alcune parti dell’analisi che fece EducaLiberaVda all’uscita dell’inserto nella quale analisi la mendace etichetta NO VAX fu sostituita con un termine che ad oggi si è rivelato più vero: R-ESISTENTE.

NELLA TESTA DI UN R-ESISTENTE

Sembrerebbe che, nell’era del post Covid (sempre che si possa definire post…), gli uomini si siano divisi in due categorie. 

Quella dell’uomo covidiano che crede e si affida alla scienza e alla medicina grazie al fatto di avere avuto, negli stadi evolutivi della propria esistenza, figure genitoriali che gli hanno trasmesso quella consapevolezza emotiva che lo ha reso capace di considerare l’altro come fonte attendibile di conoscenze, insomma di sviluppare la fiducia epistemica nelle autorità.

Quella dell’uomo r-esistente che non si affida alla scienza perché reso diffidente da genitori che non gli hanno comunicato la “consapevolezza della mente e degli stati emotivi” negandogli dunque la possibilità di abbandonarsi alla fiducia di chi ha conoscenze maggiori.

In sostanza, questi cattivi genitori hanno spento il televisore omettendo di puntualizzare al figlio, nell’atto dello spegnere, che in quanto adulti e vaccinati fossero coscienti del dolore provocato al pargolo. (pagina 13 Inserto Salute)

Senso Civico VS Complottismo

Questa grave mancanza sembrerebbe aver generato una crisi psicosociale che si manifesta attraverso la contrapposizione tra uomini che hanno, oltre alla fiducia nelle autorità e nella scienza, uno spiccato senso civico,  sono mossi da uno spirito sacrificale in difesa della salute dell’umanità, e uomini che, completamente privi di quel senso, giocano a fare i complottisti, mossi dall’ignoranza, senza contezza e inclini ad assumere atteggiamenti del “so tutto io” e del miscredente tipici degli sprovveduti, anche un po’ bulli.

Ma c’è di più. Sembrerebbe che l’atteggiamento dell’uomo r-esistente che si è unito ad altri uomini r-esistenti per dare via, come è naturale che sia, ad un girotondo rabbioso r-esistente composto da migliaia di uomini r-esistenti, abbia fatto da cassa di risonanza di un movimento anti-istituzionale

Peccato che le manifestazioni degli ultimi mesi tutto siano state tranne che rabbiose e ci sono immagini che lo provano in ogni piazza d’Italia, immagini censurate dal mainstream, ma grazie al cielo documentate da una informazione alternativa, nell’accezione più nobile e vero del termine.

Connotazioni e azioni

Per evitare che i discorsi si limitino ad essere solo scontri di forze, proviamo a dare una connotazione all’uomo r-esistente che vada al di là delle classificazioni spicciole e superficiali tanto comode al potere e ai giornali ad esso asserviti.

Allora proviamo davvero ad entrare nella testa di un uomo r-esistente.

Entriamoci senza pregiudizio, senza teorie psicanalitiche di freudiana memoria che lasciano, come ogni retorica applicata, il tempo che trovano.

Il r-esistente non manca di fiducia nei confronti della scienza, piuttosto esprime ragionevoli dubbi prima di abbracciarla completamente e soprattutto non si affida alla scienza del pensiero unico prediligendo il pensiero identitario. L’uomo r-esistente applica la logica, mette in fila i fatti supportati da dati e si chiede, utilizzando l’unico strumento di verifica, che è appunto il dubbio, cosa stia realmente accadendo. Ma sembrerebbe che il dubbio, che induce la verifica, sia stato bandito e la certezza sia stata scambiata con la protezione. Se le domande e i dubbi sono banditi, allora si è di fronte ad una pseudo scienza che, al massimo, dovrebbe solo essere smentita. (…)

Senza essere mosso dalla smania di tornare a fare quello che faceva prima, vale a dire continuare ad essere fruitore, utente e cliente, il r-esistente, opponendosi al puro nichilismo all’obbedienza, preferisce interrogarsi sul perché la scienza chiede  di “sottomettere” il corpo per prendere un treno, o mangiare una pizza al chiuso. 

Questo perché,  il r-esistente rifiuta l’abbattimento della coscienza, della persona e della libertà, della storia e, a favore di queste ultime, resiste e insiste nel difenderle.

L’uomo r-esistente  decide in tutta autonomia quali fonti siano da definire attendibili. La sua decisione non nasce dalla  sua emotività del momento, piuttosto dallo studio, dalla conoscenza, dalla ricerca, dal confronto di dati,  dall’approfondimento. e infine dalla consapevolezza di essere un cittadino pensante e libero. 

La sua urgenza non è riprendere a fare gli aperitivi,  a qualunque prezzo, piuttosto a riprendere la propria dignità di uomo. 


Il r-esistente, consapevole del fatto che le notizie possono essere manipolate a favore di una o dell’altra ideologi – perché conosce la storia – , non riconosce a priori l’autorevolezza delle fonti, ovvero non lo fa esclusivamente in virtù del fatto che si tratti di testate o programmi televisivi che si fanno portavoce del pensiero unico e che raggiungono su larga scala il pubblico, più per consuetudine che per cognizione e scelta ragionata.


L’uomo r-esistente rifiuta l’idea secondo cui l’uomo di scienza e il mondo a cui esso appartiene, insieme alle istituzioni di cui fa parte, sono portatori di particolari valori etici e di un sapere precluso ai più, che ne farebbero un essere umano a parte, distaccato e superiore, a cui accostarsi con rispetto e con particolare riverenza. 


Nell’immaginario collettivo,  ci si attende che l’uomo di scienza provenga dall’ambito che dovrebbe avere come prerogativa la verità e l’interesse per il bene collettivo. La situazione odierna  ha insegnato all’uomo r-esistente  che l’uomo di scienza può servire il potere e non la verità, essere bugiardo e non obiettivo, essere un carrierista e non un filantropo,  Nella testa dell’uomo r-esistente arde il desiderio di riconoscere la verità, l’obiettività e la filantropia.


Il r-esistente crede nella scienza e per questo motivo non si stupisce quando apprende da trasmissioni televisive, che regalano briciole di verità per garantire un dibattito ed illudere il popolo che ci sia un contraddittorio,  i cui giornalisti svelano le verità nascoste.


L’uomo r-esistente crede nella Costituzione Italiana.

Nella testa dell’uomo r-esistente i principi della Costituzione Italiana:

Il principio democratico: «L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». 

 il Principio personalista: «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

 Il Principio di uguaglianza: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali»

 Il Principio lavorista: «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società».

L’uomo r-esistente crede nella Costituzione Italiana e attraverso il suo studio trae la forza per argomentare, per difendersi, per credere, per tollerare, per comprendere, per ricordare, per agire. 

Quindi, è inevitabile tornare alla domanda iniziale: è giusto che una teoria, solo perché ‘scientifica’, debba decidere della vita delle persone, fino ad usare la polizia per poter imporre la propria costruzione teorica – fatta di asintomatici contagiosi -? È giusto manganellare, chi non crede a quella teoria? 


La Costituzione direbbe no.

L’uomo r-esistente,  legge perché “sa di non sapere, e in questo crede per non fermare il flusso della conoscenza e la costruzione della sua coscienza.” 

Così strillavano i megafoni: mentendo, sapevano di mentire?

A un anno di distanza qualche dubbio sui vaccini è sorto, qualche interrogativo ha fatto capolino anche nella mente dei più fedeli alla scienzah, più di un interrogativo è emerso, qualche giudice si è svegliato, qualche medico vaccinatore si è pentito, qualche suo collega sta tremando, qualche scudo penale è caduto.

E noi resistenti parliamone e parliamone ancora, ma con cognizione, attrezzati per rispondere, se ce ne fosse bisogno, alle provocazioni di chi ancora si ostina a negare l’evidenza.

Ritorno al passato

Quello che è accaduto ieri dovrebbe essere ben chiaro per affrontare il domani. Il nostro domani è fatto di un nuovo anno scolastico in cui mi chiedo se si farà finta di niente, magari fino alla prossima emergenza nuova o vecchia che sarà.

Mi chiedo come sarà il mio rientro a scuola dopo un anno di assenza, mi chiedo quali discorsi faranno a chi, come me, ha resistito, che pur non vaccinandosi è straordinariamente ancora vivo, ha avuto il Covid senza richiedere il certificato di guarigione.

Mi chiedo se si parlerà delle reazioni avverse, di tutte le contraddizioni, del dolore, dell’esilio, delle prese per i fondelli, oppure si farà finta di nulla tutti presi da scartoffie senza senso da preparare.

Mi chiedo se domani qualcuno mi guarderà con occhi diversi e al posto di dirmi: “Del resto è una tua scelta”, avrà il coraggio di pronunciare la parola: “Scusa“.

Memento audere semper

Non dimentichiamo, non interpretiamo il ruolo di Leonard, il personaggio che nel film Memento di Christopher Nolan, non era in grado di immagazzinare nuove informazioni per più di una quindicina di minuti. Se proprio vogliamo emulare un personaggio di Nolan, pensiamo al Cavaliere Oscuro e sentiamoci dei Batman. Non ci servono i super poteri, basta la forza.

“Certi uomini vogliono solo vedere bruciare il mondo” – ll Cavaliere Oscuro 2008

Saremo in tanti, questa volta, a dire no?

Saremo in grado di non accettare più nulla che possa limitare la nostra esistenza e attentare alla nostra dignità?

Nella testa di un resistente oggi c’è fierezza e consapevolezza e nel cuore c’è meno dolore, forse.

“Orribile è il tempo in cui tocca sguainare la spada per affermare che l’erba è verde e la neve bianca.” (Tacito)

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