“Discriminare o non discriminare, questo è il dilemma”

“Discriminare o non discriminare, questo è il dilemma”

I chiaro scuro del governo dei migliori

La Costituzione parla chiaro, o meglio, parlerebbe chiaro.

L’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Accade in questi giorni che una circolare, emanata dal Ministero della Pubblica Istruzione, inviti gli insegnanti, di ogni ordine di scuola, a celebrare degnamente la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.

CHIARO

Insomma, il Ministero si adopera affinché il sopracitato articolo della Costituzione più bella al mondo, possa essere celebrato al meglio. Il 17 maggio 2022, gli studenti sparsi ad ogni angolo del nostro Bel Paese dovranno essere formati rispetto ai temi della discriminazione, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Chapeau.

Ma dal cappello, permettetemi, esce un dubbio amletico: “Discriminare o non discriminare”? Ovvero, la riflessione interessa ogni forma di isolamento sociale, o riguarda giusto la retorica del politicamente corretto? Seguire un criterio di non discriminazione, dovrebbe significare applicare uno stesso modo di comportamento o di trattamento per tutti i componenti di un gruppo senza tener conto di eventuali differenze di qualsiasi genere. Qualcosa non torna e un dubbio mi assale.

SCURO

E insieme al dubbio salta fuori anche lo scuro della faccenda, il torbido della retorica, lo sporco della menzogna.

Manca un particolare, ignorato dai più, che ha creato enormi discriminazioni nell’ultimo anno, talmente enormi che non è dato a sapersi perché siano passate inosservate: le sospensioni di tutti coloro che non hanno voluto vaccinarsi, esercitando peraltro un diritto riconosciuto dalla stessa Costituzione, e il conseguente allontanamento coatto dal loro posto di lavoro, in violazione dell’art.1 sul quale si fonda la Costituzione, in barba alle libertà fondamentali.

Chi è rimasto nella scuola non si è preso la briga di “approfondire” con i propri studenti questa discriminazione, in chiara antitesi con l’art. 3 della Costituzione, tantomeno è stato invitato a farlo dal Ministero che, probabilmente, ha assunto anche l’onere e l’onore di decidere cosa sia o meno discriminante, non curante di quanto pensato dai padri costituenti.

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”

Occorre ripudiare ogni forma di discriminazione. Tuttavia urge una precisazione: guai alla discriminazione per gli omosessuali, per i bisessuali e per i transessuali a patto, però, che non siano dei NON VACCINATI.

Invitiamo il Ministero a creare occasioni di approfondimento su questo tema o, se fosse possibile, di auto-affossamento.

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